| I servizi sociali tra sussidiarietà verticale e sussidiarietà orizzontale in prospettiva comparata |
| Fascicolo 2007-2 |
| Scritto da Pollicino Oreste | Sciarabba Vincenzo |
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Sommario 1. La nozione di servizio sociale: questioni introduttive. – 1.1. Coordinate generali sul piano teorico e sul piano giuridico-costituzionale in prospettiva comparata. – 1.2. Servizi sociali e diritti sociali: una classificazione incentrata sul grado di “doverosità” giuridica della predisposizione del servizio e sulla conseguente posizione giuridica degli aspiranti fruitori. – 1.3. Ulteriori classificazioni; cenni preliminari sul problema della “rilevanza economica”. – 2. Il panorama europeo: i “modelli” di riferimento classici. – 2.1. Il modello britannico. – 2.2. Il modello scandinavo. – 2.3. Il modello tedesco e olandese. – 2.4. Il modello francese e belga. – 2.5. I Paesi dell’Europa meridionale. – 2.6. I Paesi post-comunisti dell’Europa centro-orientale. – 3. I soggetti responsabili e/o gestori dei servizi, tra sussidiarietà verticale e sussidiarietà orizzontale. – 3.1. Il panorama attuale e le tendenze consolidate in tema di ripartizione verticale delle competenze. – 3.2. Il ruolo degli attori privati, con o senza scopo di lucro, nei vari contesti: prospettive e problemi. – 3.3. Peculiarità del caso italiano tra vincoli costituzionali e comunitari, diversificazione regionale (e locale) e oscillazioni giurisprudenziali. – 4. La gestione (e il finanziamento) dei servizi: l’assistenza sociale in senso stretto. – 5. Un servizio in necessaria espansione: l’assistenza agli immigrati. – 6. Integrazione positiva e servizi sociali nella dimensione comunitaria: le origini e la svolta di Defrenne. – 6.1. L’evoluzione normativa superprimaria e l’emersione dell’open method of coordination. – 6.2. I servizi sociali nell’Unione europea tra concorrenza e solidarietà. – 7. Elementi di divergenza ed elementi di convergenza degli approcci nazionali (e subnazionali) nell’ambito dell’Unione: verso un variegato ma unico “modello europeo”?
Abstract The article describes domestic Constitutional provisions of EU member states in order to draw up a theoretical and legal framework. It then proposes a classification of social services based on the degree of duty, the position of those that should receive the service and the economic relevance of the service. The outlined models are: the British, the Scandinavian, the German, the Dutch, the Franco-Belgian, the Southern European, and Eastern European (post-communist countries). As far as EU law is concerned, the article underlines the peculiar features of integration. It first examines the relevant Treaty provisions. It then goes on to deal with the European Court of justice case law, and in particular it points out the importance of the landmark Defrenne decision. Finally, it describes the model of open method of coordination launched at Lisbon Summit in 2000. The concluding remarks are devoted to the question on whether it is possible to imagine a complex, but unified European social model, based on converging trends at a national and subnational level. |