| Fonti europee e fonti nazionali al giro di boa di Lisbona: ritorno al passato o avventura nel futuro? |
| Fascicolo 2008-1 |
| Scritto da Ruggeri Antonio |
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Sommario 1. I limiti congeniti di uno studio ad oggi obbligato ad appuntarsi sui soli dati documentali, in quanto privo delle necessarie verifiche nell’esperienza, il condizionamento esercitato sulla ricostruzione dell’ordine delle fonti dalla discussa natura del nuovo trattato, la necessità di far volgere l’analisi verso i principi fondamentali dell’Unione, non già di rinchiuderla sterilmente nell’ambito delle sole disposizioni relative alle fonti stesse. – 2. Valenze teoriche e pratiche implicazioni della cancellazione delle leggi e delle leggi-quadro. – 3. Duttilità del modello e fluidità dell’esperienza: in ispecie, la percezione dei nessi esistenti tra gli atti di normazione da una triplice prospettiva (assiologico-sostanziale, strutturale, funzionale) e le sue implicazioni di ordine istituzionale. – 4. L’ordinazione gerarchica delle fonti dell’Unione e i suoi limiti (con specifico riguardo agli incerti rapporti tra gli atti legislativi e gli atti “delegati” della Commissione). – 5. La opacità del dettato relativo a materie e competenze, l’ulteriore conferma della necessità di far luogo a prospettive non formali sia in ordine alla ricostruzione del modello che in merito all’osservazione dell’esperienza e la conseguente adozione di schemi a finalità sistematica d’ispirazione (latamente) sostanziale, rispondenti alla “logica” della integrazione delle competenze (e degli atti che ne sono espressione). – 6. Dalla fluidità delle relazioni tra gli atti normativi al bisogno di apprestare garanzie adeguate ai soggetti deboli, al piano politico-istituzionale prima ancora che a quello giurisdizionale, nel quadro di una riconsiderazione critica di talune radicate, perduranti vicende (come a riguardo del c.d. deficit democratico dell’Unione e dei modi idonei, sia pure in parte, a colmarlo, specie valorizzando la partecipazione di soggetti esponenziali della comunità, ancora prima di quella di operatori istituzionali).
Abstract The Author compares the constitutionally relevant consequences deriving from the Treaty of Lisbon and compares them with those implied by the defeated Constitutional Treaty. He then investigates the relationship between European and domestic legal sources as provided for in the Treaty of Lisbon underlining that it has a substantial constitutional character. In fact, notwithstanding the fact that under a formalistic approach the Treaty can be seen as a long step back, a more substantial and axiological point of view reveals its Constitutional features. The author concludes by underlining the key role played by the principum cooperations between the European Union and Member States in the relationship between domestic and European sources of law. |