Diritto Pubblico Comparato ed Europeo

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L'Associazione nasce nel 2001 con la finalità di promuovere il dibattito fra studiosi ed operatori del diritto in ambito nazionale ed internazionale, con particolare attenzione al metodo comparatistico.

Quale Costituzione per l’Europa?
Fascicolo 2004-1
Scritto da Ruggeri Antonio   

Sommario

1. L’ambigua idea di “Costituzione europea”, la doppia “anima” del “Trattato costituzionale”, lo scarso rilievo della tecnica di riparto delle competenze da esso adottata al fine della qualificazione della sua natura. – 2. Il “processo costituente europeo”, la sovranità “condivisa” che ne connota gli originali sviluppi, il diverso sostrato culturale sul quale poggiano le Costituzioni nazionali e la Costituzione dell’Europa in costruzione. – 3. La peculiare conformazione strutturale del “Trattato costituzionale”, la questione relativa alla forma dell’atto di diritto interno idoneo a recepirlo, la sua dubbia riconducibilità alla “copertura” dell’art. 11. – 4. La forza del “simbolo” costituzionale, al quale dovesse farsi ricorso in sede di ricezione del nuovo Trattato, la spinta che da esso può venire per la nascita in via consuetudinaria di una nuova norma di riconoscimento della “Costituzione” europea, il significato del riferimento ai diritti di Nizza fatto nello stesso Trattato.– 5. (Segue) La distorta, appiattita prospettiva metodica da cui usualmente si guarda ai rapporti tra la Carta di Nizza (e, generalizzando, le Carte internazionali dei diritti) e la Carta costituzionale, ispirata alla “logica” dualista della separazione degli ordinamenti (e delle norme) ed al principio della primauté del diritto sovranazionale sul diritto interno, secondo un “modello” essenzialmente “conflittuale” (ma complessivamente inadeguato ed ormai largamente superato) dei rapporti interordinamentali. – 6. Dalla prospettiva “conflittuale” ad una prospettiva “conciliante” dei rapporti interordinamentali, secondo un modello teorico fondato sul necessario equilibrio tra i valori della pace e della giustizia tra le Nazioni e i valori costituzionali restanti ed, anzi, sul corposo “soccorso” che gli uni e gli altri sono chiamati incessantemente a darsi. – 7. Dall’idea positiva all’idea culturale del primato nei rapporti tra diritto comunitario e diritto interno, e la ricerca di un nuovo, soddisfacente assetto poggiante sull’integrazione, specie in sede d’interpretazione, dei materiali normativi dall’uno e dall’altro apprestati, in vista dell’affermazione di un ordinamento “intercostituzionale”, il cui tronco portante sia dato da diritti fondamentali ad un tempo nazionali ed europei. – 8. La “costituzionalizzazione” dell’Europa, sulla base del riconoscimento di un corpo di diritti sovranazionali, e i suoi possibili sviluppi specificamente sul piano della dinamica giurisprudenziale.

 

Abstract

This essay begins with an analysis of some of the problems regarding terminology and content that have been addressed during the debate on the existance and overall meaning of the “European Constitution”. It then goes on to consider the limitations to sovereignty of the Member States with respect to the European Union and underlines the heterogenous character of the cultural base of the latter with respect to that of the national legal systems, the more important of which are uniform if not “integrated”. An example of the structural heterogeneity of the European Union is now represented by the “Constitutional Treaty” drafted by the European Convention which contains elements of both international and constitutional law giving rise to a unique unicum. As a result one has to ask oneself whether these elements are an example of continuity or discontinuity with respect to the national legal systems and their internal evolution. With regard to the most significant part of the Treaty from a axiological perspective i.e. the section which refers to the Charter of Nice, the aim is that of adopting a "logical", non-conflictual framework (a “dual” system) which goes towards an integration of the various legal systems so as to create an “interconstitutional” system. In other words a system where the positive supremacy of European law over domestic law is at least partially compensated by the cultural supremacy of the latter over the former. This cultural supremacy is clearly visible at present, but it may change over time if there is a relationship on equal ground between the national and European courts and thus a complete affirmation of fundamental and basic rights. In this perspective the approval of a European Constitution would enhance “constitutional sovereignty” rather than bring about a clearcut loss of sovereignty of the Member States. This would be the case if there is a spread of the “axiological heritage” offered to Europe by the national legal systems with the idea of passing on these strong values to the future generation.