| “Trattato costituzionale” e prospettive di riordino del sistema delle fonti europee e nazionali, al bivio tra separazione ed integrazione |
| Fascicolo 2005-2 |
| Scritto da Ruggeri Antonio |
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Sommario 1. “Trattato costituzionale” e ordine europeo delle fonti: un rapporto di mutua alimentazione semantica, la natura dell’uno riverberandosi nei processi teorico-ricostruttivi dell’altro (e, prima ancora, preorientandone il verso), come pure la (sia pur sommaria) sistemazione a quest’ultimo data riflettendosi sul modo complessivo d’intendere il primo. – 2. La strutturale duttilità delle relazioni internormative, secondo “modello”, e la loro conseguente, vistosa oscillazione tra il polo della separazione e il polo della integrazione, pur con una tendenzialmente più forte attrazione esercitata dal secondo rispetto al primo polo. – 3. Il “Trattato costituzionale” allo specchio: rapporti tra Costituzione europea e Costituzione nazionale e riordino del sistema delle fonti, dalla prospettiva della tutela dei diritti fondamentali. – 4. L’orientamento dato alle dinamiche della normazione (e, prima ancora, agli stessi criteri ordinatori) dai principi di struttura dell’ordine europeo: in ispecie, il principio di attribuzione, la sua doppia legittimazione, col conseguente rilievo riconosciuto alla volontà degli Stati al momento della ridefinizione del riparto delle competenze, la marginale valenza assegnata al principio stesso a fronte di quella invece riconosciuta ai principi di esercizio, sussidiarietà e proporzionalità. – 5. La proporzionalità… temperata degli atti dell’Unione, siccome “preorientata” alla salvaguardia (fin dove possibile …) della sfera di competenza degli Stati, il particolare rilievo posseduto dall’onere di motivazione, esso pure “proporzionale” all’incidenza a carico della sfera stessa, le competenze innominate e l’indeterminata vis normativa dalle stesse espressa al momento del loro esercizio. – 6. Dalla prospettiva sistematica che guarda agli atti individui alla prospettiva che piuttosto si volge alla considerazione dei processi produttivi in cui in modo seriale si dispongono gli atti stessi (e sia di questo che di quell’ordinamento), al fine di percepire la capacità innovativa di cui essi sono sostanzialmente dotati e le relazioni cui dinamicamente danno vita, in applicazione di un metodo di normazione ispirato alla “logica” della integrazione delle competenze. – 7. Gli interventi statali negli ambiti riservati all’Unione, ora in via “autonoma” (seppur autorizzata) ed ora in forma di attuazione degli atti europei, e le forme assai varie in cui, già secondo “modello”, può prendere corpo nell’esperienza la cooperazione tra Unione e Stati. – 8. Le esperienze di normazione negli ambiti di potestà concorrente, come pure in quelli di potestà esclusiva dell’Unione, e la varietà delle forme dalle stesse assunte, in conformità al principio di cooperazione tra Unione e Stati ed in applicazione della “logica” della integrazione delle competenze. – 9. Fluidità delle relazioni internormative in ambito europeo, con particolare riguardo ai regolamenti di “attuazione” del Trattato ed ai regolamenti delegati al fine del “completamento” di discipline legislative: gli uni e gli altri dotati, secondo “modello”, di rilevante duttilità strutturale-funzionale e, conseguentemente, di varia forza ed intensità prescrittiva. – 10. Le “delegificazioni” in ambito europeo, il limite degli “elementi essenziali” (e, in genere, dei contenuti della delega) cui esse vanno astrattamente soggette, la problematica e scivolosa distinzione tra regolamenti bisognosi di delega (d’“integrazione”) e regolamenti (d’“attuazione”) che invece possono farne a meno. – 11. La sistemazione delle fonti in ragione della loro struttura e funzione (ed indipendentemente dalla veste formale posseduta) e la trasmissione delle “coperture” da una fonte all’altra, anche su scala interordinamentale, in prospettiva assiologico-sostanziale. – 12. Ancora della connotazione strutturale degli atti, della loro disposizione in processi produttivi internamente articolati e compositi, delle loro mobili sistemazioni, in applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.
Abstract The Author starts by focusing on the mutual relationship between the legal nature of the “Constitutional Treaty” and the European system of legal sources, as well as on the difficulty of defining the European legal system itself due to the lack of concrete enactment. Then he underlines the way legal rules swing from a perspective of separation to a perspective of integration of Member State and European systems. From this point of view his analysis shows that the call for integration is stronger: the most evident proof is that the Treaty considers that the European and national Constitutions converge – both in the field of law making and in that of legal practice in general – towards the common goal of ensuring fundamental rights. The result of the research confirms that the best way to observe (interpret and apply) sources of law is through the perspective of fundamental rights as they represent the intersection between the EU and state legal systems. The Author then goes on to examine the role played by what Italian constitutionalists call the principle of attribution [principio di attribuzione] as well as by the principles of subsidiariety and proportionality and also the principles related to the exercise of powers. The Author underlines that the principle of proportionality contained in the Treaty is considered as a tool to safeguard the sphere of power of the Member States. The consequence is that European law is soft and the States have greater powers in enacting European rules. This implies creating complex law making processes in which European and state legal rules are bound together according to the principle of loyal cooperation and in the perspective of integration. The Author continues by describing the way cooperation can take shape, according to the power to be exercised: “autonomous”, enactment of European acts, exclusive or concurrent. Finally the Author examines the relationship between sources of law with particular reference to regulations. The various kinds of regulations differ in structure and function and thus even their position within the system of European sources of law varies with respect to the Treaty and the laws. With this analysis the Author reconstructs the system from an axiological perspective. |