| Il contributo storico-comparatistico nella giurisprudenza della Corte costituzionale italiana: una ricerca sul nulla? |
| Fascicolo 2005-4 |
| Scritto da Zeno-Zencovich Vincenzo |
|
Sommario 1. Introduzione. – 2. I risultati dell’analisi: a) Tre sentenze di Edoardo Volterra; b) Lo smantellamento del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza; c) In materia di processo penale; d) Reati e sanzioni; e) Diritto penale e convenzioni penali internazionali; f) Il caso dell’ignorantia legis; g) Altre questioni di diritto pubblico; h) Diritti fondamentali: i. la libertà religiosa; i) Diritti fondamentali: ii. Libertà di associazione e riunione; j) Diritti fondamentali: iii. Libertà di procreazione e sessuale; k) Diritti fondamentali: iv. Libertà di espressione e di manifestazione del pensiero; l) Diritti fondamentali: v. Libertà di stampa e attività giornalistica; m) Diritti fondamentali: vi. L’attività radiotelevisiva; n) Diritti fondamentali: vii. Il problema dell’oscenità; o) Diritti fondamentali: viii. Diritti della personalità; p) Diritti fondamentali: ix. Diritto alla vita e alla salute; q) Diritti fondamentali: x. Libertà individuale; r) Diritti fondamentali: xi. Parità uomo/donna; s) Diritti fondamentali: xii. Tutela delle minoranze; t) Diritto di famiglia; u) Diritto di proprietà; v) Responsabilità extracontrattuale; w) Obbligazioni e contratti; y) Diritto industriale; x) Processo civile; z) I rapporti con il diritto comunitario. – 3. Alcune riflessioni conclusive.
Abstract The article examines over one thousand decisions of the Italian constitutional court, among those published in the leading Italian law review "Il Foro Italiano" over a period that goes from 1970 to 2004, in order to verify the presence of an historical-comparative approach in the reasoning of the Court. The result is that only three decisions appear to be entirely based on historical and comparative arguments, while in all the other these points of arguement are completely lacking. In general the sparse citations of foreign law and case-law hardly ever fall within the ratio decidendi of the case. Only in recent years, the pervasive influence of EU law has opened the Court to an analysis of specific Community provisions and of relevant ECJ decisions. The article attempts give a reason for the refusal by the Italian Constitutional Court to use historical-comparative arguments in constitutional adjudication and tries to foresee its consequences. |