| Liberalizzazione dei servizi e rischi (veri e presunti) di dumping sociale nell’Unione europea |
| Fascicolo 2007-1 |
| Scritto da Pallini Massimo |
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Sommario 1. Il principio del mutuo riconoscimento quale strumento di armonizzazione delle regolazioni nazionali del commercio delle merci e (con diversa efficacia) dei servizi. – 2. L’originaria proposta di direttiva Bolkestein bocciata dal Parlamento europeo: il principio del Paese di origine. – 3. Il compromesso della nuova proposta di direttiva di regolazione dei servizi presentata dalla Commissione: il principio del mutuo riconoscimento “rafforzato”. – 4. Le implicazioni dell’esclusione delle materie di cui alla direttiva 96/71/CE dall’ambito di applicazione della nuova proposta di direttiva sui servizi. – 5. Genesi e tramonto dell’immunità del diritto lavoro nazionale dalla libera circolazione dei servizi. – 6. Gli incerti termini del bilanciamento tra libertà di circolazione e tutela del lavoro realizzato dalla dir. 96/71. – 7. I recenti orientamenti della Corte di giustizia circa la legge applicabile ai posted workers. – 8. Il rapporto tra la dir. 96/71 e la Convenzione di Roma. – 9. Vi è ancora un rischio di dumping sociale nella nuova proposta di direttiva di liberalizzazione dei servizi?
Abstract The article analyses freedom of movement of services in the European internal market. The socalled Bolkestein directive may be considered the last step of an extensive interpretation of freedom of movement, which is mainly based on the “mutual recognition doctrine” elaborated by the Court of Justice. The final draft of the directive abandons the famous “country of origin principle”, nevertheless it strengthens mutual recognition. Even if the directive does not modify the directive on transnational posting of workers (96/71/EC), national labour law cannot be considered beyond the bounds of the new directive. In fact, directive 96/71 allows Member States to apply to posted workers only their national labour rules. The latter shall be considered “public policy provisions”. The Treaty does not define public policy provisions; therefore the new directive on freedom of providing services gives the Court of Justice the power to regulate competition related to labour law through the interpretation of the notion of “public policy”. |