Giovanni Motzo
In ricordo del Professore Giovanni Motzo
(Cagliari 8 febbraio 1930 – Napoli 27 agosto 2002)

Per chi lo ha conosciuto resta impossibile dimenticare, pur dopo quasi venticinque anni dalla Sua morte, la figura del Professore Giovanni Motzo, ricordandone, oltre alle ben note qualità di insigne studioso e maestro del diritto, le grandi doti umane che hanno concorso a caratterizzarne la personalità.
Nato a Cagliari l’8 febbraio 1930, si formò accademicamente nell’Università Federico II di Napoli sotto la guida dell’insigne costituzionalista Alfonso Tesauro e completò la Sua formazione accademica sotto la guida di illustri maestri del diritto costituzionale e pubblico come Carlo Esposito e Giuseppe Guarino.
Professore ordinario nelle Università degli Studi di Siena e di Roma “La Sapienza” prima nella Facoltà di Economia e poi in quella di Giurisprudenza, ricoprì le cattedre di diritto costituzionale, Istituzioni di diritto pubblico, Diritto costituzionale italiano e comparato.
È stato Autore di diverse pubblicazioni che hanno lasciato traccia in diversi settori del diritto pubblico e costituzionale toccando in modo innovativo argomenti complessi e dibattuti. Basti pensare ad opere come quella del 1957 su “Il comando delle forze armate e la condotta dei regimi di emergenza nel sistema costituzionale italiano”: un tema su cui sarebbe tornato successivamente sia direttamente sia toccando argomenti correlati; o agli scritti sulle esternazioni presidenziali, tra i quali il corposo saggio anch’esso del 1957 su “Il potere presidenziale di esternazione e di messaggio (appunti)”; o a scritti come quello del 1964 che puntualizza la distinzione tra le disposizioni di revisione anche materiale della Costituzione e i provvedimenti di “rottura” della stessa Costituzione; per non dire in tempi successivi della focalizzazione di temi di diritto comunitario come, per fare un particolarmente significativo esempio, il saggio sulla “partecipazione dell’Italia all’Unione europea e la nuova disciplina della Legge comunitaria” negli Atti del convegno del 9 giugno1998 alla Camera dei deputati. Tutti questi, e molti altri scritti, nei quali risaltano capacità critica e acuta logica costruttiva di Giovanni Motzo.
Doti che Giovanni Motzo ha sempre cerca di inculcare nei suoi allievi anche condividendo con loro tematiche attuali, tali da focalizzare l’attenzione dei cultori del diritto. Basti pensare alla monografia del 1988 su “Le competenze amministrative del Presidente della Repubblica”, monografia dapprima edita come ricerca dell’ISLE e successivamente pubblicata con aggiornamenti nel Trattato di Diritto amministrativo diretto dal Prof. Giuseppe Santaniello.
In sintonia con il suo elevato e da tutti riconosciuto livello scientifico il Prof. Motzo fu chiamato a ricoprire numerosi alti incarichi istituzionali. Nel Governo Dini, entrato in carica nel gennaio 1995, fu Ministro per le riforme istituzionali e, di lì a breve tempo, Ministro per la funzione pubblica e per gli affari regionali.
Ma accanto a questi dati riscontrabili facilmente su internet vi sono altri aspetti che solo la conoscenza personale consentiva di apprezzare appieno il Prof. Giovanni Motzo.
Allo studioso serio e austero facevano a volte anche riscontro tratti di carattere, diciamo pure, piacevolmente scherzoso, che solo chi lo conosceva e frequentava personalmente poteva cogliere.
Il Prof. Giovanni Motzo (“Nello” per gli amici) amava definirsi figlio di una principessa napoletana e… (proprio così!) di un pastore sardo. Se la qualifica della madre era più che appropriata ( la madre era infatti Cecilia Dentice di Accadia, nota pedagogista, scrittrice e storica appartenente alla famiglia aristocratica dei Dentice), quella del padre Bachisio Motzo, cui il figlio è sempre stato molto legato, era frutto di una battuta scherzosa dello stesso figlio: infatti Bachisio Raimondo Motzo, molto affezionato alla sua terra d’origine, la Sardegna, era risultato vincitore per la cattedra di storia antica presso la Facoltà di lettere dell’Università di Cagliari dove insegnò fino al 1953, anno in cui venne collocato a riposo per raggiunti limiti di età e nominato professore emerito.
E non mancavano altre occasioni che esprimevano altri aspetti ameni del carattere del Professore Motzo: proprio come studioso di estrema serietà amava seguire con grande impegno i suoi allievi negli studi indirizzandoli anche in sintonia con quelle che riteneva fossero le loro attitudini; nello stesso tempo però, ovviamente in modo del tutto scherzoso, una sua battuta era proprio questa: ragazzi, ma quanto mi fate lavorare per seguirvi negli studi…! Quando quel “suo lavoro” era del tutto congeniale alla sua dedizione di “maestro” del diritto.
Chiusi questi ricordi della figura scientifica ma anche umana del Prof. Motzo, non si può purtroppo dimenticare che negli ultimi anni non stava affatto bene, il suo stato di salute tendeva anzi a peggiorare.
Morì a Napoli il 27 agosto 2002.