Art. 1 - Denominazione

E’ costituita l’Associazione denominata “Associazione di Diritto pubblico comparato ed europeo”.

 

Art. 2 - Finalità

  1. L’Associazione non ha fini di lucro. Scopo dell’Associazione è lo svolgimento d’attività di promozione nel settore della cultura giuridica, favorendo il dibattito fra studiosi ed operatori in ambito nazionale ed internazionale, con particolare riguardo al diritto pubblico comparato e al diritto comunitario. Per conseguire tali finalità l’Associazione potrà:
    • ​organizzare riunioni, conferenze, convegni e seminari;
    • editare bollettini, rapporti, riviste, libri ed ogni altra pubblicazione cartacea, audiovisiva o multimediale, ivi comprese l’attivazione e la gestione di siti internet e similari;
    • accordare il proprio patrocinio, anche finanziario, a congressi, a pubblicazioni e ad ogni altra iniziativa conforme ai propri scopi;
    • aderire o collegarsi ad altri organismi nazionali o internazionali che perseguano finalità analoghe alle proprie;
    • offrire servizi connessi alle proprie attività statutarie.
  2. E’ fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra elencate. L’Associazione potrà tuttavia svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.PR. 22.12.1986 n. 917 e successive modificazioni e integrazioni.

 

Art. 3 - Sede

L’Associazione ha sede presso l’Istituto di diritto comparato “Angelo Sraffa” dell’Università commerciale “Luigi Bocconi”, in via Gobbi, 5 Milano.


Art. 4 - Patrimonio

Il patrimonio è formato:

  1. da beni mobili e immobili a qualsiasi titolo acquisiti;
  2. dalle quote associative e da eventuali contributi volontari degli associati che potranno essere richiesti in relazione alle necessità ed al funzionamento dell’Associazione;
  3. dai redditi di beni patrimoniali;
  4. dai contributi di enti pubblici e di altre persone fisiche e giuridiche, nonché dalle eventuali raccolte pubbliche di fondi, nei limiti consentiti dalla legge;
  5. da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti;
  6. da eventuali entrate per servizi prestati dall’Associazione.


Art. 5 - Associati

  1. Possono essere associati dell’Associazione tutti coloro, persone fisiche, giuridiche, associazioni ed enti, che ne condividono gli scopi.
  2. Sono associati tutte le persone fisiche e giuridiche che, previa domanda motivata, vengono ammessi dal Consiglio Direttivo. All’atto dell’ammissione gli associati versano la quota di associazione che è annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo, che potrà essere differenziata tra le persone fisiche e le persone giuridiche, nonché in relazione al numero e alle tipologie dei soci. Gli associati che non presentano per iscritto le proprie dimissioni entro il 31 ottobre d’ogni anno sono considerati associati anche per l’anno successivo ed obbligati al versamento della quota annuale d’associazione.
  3. Il contributo associativo è intrasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è rivalutabile.
  4. L’adesione è a tempo indeterminato. E’ espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
  5. Sono associati fondatori quelli intervenuti all’atto costitutivo. Ad essi è riservato l’elettorato passivo nel Consiglio Direttivo di cui all’art. 9.


Art. 6 - Cessazione dall’associazione

  1. La qualità d’associato si perde per decesso, dimissioni, o esclusione.
  2. L’esclusione è decisa dal Consiglio Direttivo, con delibera motivata, per la mora superiore ad un anno nel pagamento delle quote sociali o per lo svolgimento d’attività in contrasto con quella dell’Associazione, ovvero qualora il socio non ottemperi alle disposizioni statutarie o dei regolamenti o alle deliberazioni assembleari o del Consiglio Direttivo.
  3. Il provvedimento d’esclusione deve essere comunicato all’associato dichiarato decaduto il quale, entro trenta giorni da tale comunicazione, può ricorrere all’assemblea mediante lettera raccomandata inviata al Presidente dell’Associazione.


Art. 7 - Organi dell’associazione

  1. Sono organi dell’Associazione:
  2. l’Assemblea degli associati;
  3. il Consiglio Direttivo;
  4. il Presidente;
  5. il Tesoriere;
  6. il Collegio dei Revisori dei Conti.


Art. 8 - Assemblea degli associati

  1. L’Assemblea è formata dagli associati.
  2. L’Assemblea è convocata dal Presidente almeno una volta l’anno entro il mese di luglio. La convocazione s’esegue mediante avviso scritto inviato a ciascun associato almeno otto giorni prima di quello fissato per l’adunanza, contenente l’indicazione del luogo e l’ordine del giorno.
  3. Il Presidente può inoltre convocare l’Assemblea ogniqualvolta lo ritenga necessario ovvero su richiesta motivata di almeno un decimo degli associati; l’Assemblea può essere convocata anche in un luogo diverso dalla sede sociale, anche per fax o posta elettronica.
  4. L’associato non può farsi rappresentare da altri in Assemblea. Ciascun associato ha diritto ad un voto.
  5. Per la validità della costituzione dell’Assemblea e delle sue deliberazioni in prima convocazione è necessario che siano presenti almeno la metà degli associati e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti. Nel caso di seconda convocazione, l’Assemblea è valida qualunque sia il numero degli associati intervenuti e delibera a maggioranza dei voti.
  6. Per le deliberazioni concernenti le modificazioni dello Statuto è necessario il voto favorevole dei tre quarti dei presenti; per le deliberazioni concernenti lo scioglimento dell’Associazione è necessario il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
  7. L’Assemblea è competente a deliberare in merito:
    • all’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;
    • alla nomina del Consiglio Direttivo;
    • alla nomina del Collegio dei Revisori;
    • all’approvazione e alla modificazione dello Statuto e di regolamenti;
    • allo scioglimento dell’Associazione;
    • ad ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo intendesse sottoporre.
  8. Le deliberazioni assembleari – redatte in apposito verbale sottoscritto dal Presidente – sono depositate presso la sede sociale e rimangono a disposizione degli associati.


Art. 9 - Consiglio Direttivo

  1. Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri variabile da sette ad undici professori di prima fascia dei raggruppamenti scientifico-disciplinari jus 13, jus 14 o jus 21 ed eletti dall’Assemblea fra gli associati. Fino al 2015 almeno cinque dei componenti del Consiglio Direttivo sono scelti tra i fondatori. I consiglieri rimangono in carica tre anni e svolgono la loro attività a titolo gratuito, salvo l’eventuale rimborso spese. Qualora un Consigliere cessi dalla carica per qualsiasi motivo, il Consiglio coopta il sostituto, il quale rimarrà in carica fino alla scadenza dell’intero Consiglio. Anche nel caso di aumento del numero dei membri del Consiglio direttivo rispetto al numero iniziale, i membri aggiuntivi vengono del pari cooptati dal Consiglio. Ove peraltro cessino dalla carica tre o più consiglieri, si procederà ad eleggere il nuovo Consiglio Direttivo. Costituisce causa di incompatibilità l’appartenenza ad organi direttivi di altre associazioni aventi ad oggetto sociale la promozione del diritto pubblico o costituzionale comparato
  2. Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, il Tesoriere ed eventualmente il Vice presidente
  3. Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti; è convocato dal Presidente o dal Vicepresidente, anche su richiesta di due consiglieri. Il Consiglio Direttivo è convocato almeno cinque giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta inviata tramite lettera contenente l’ordine del giorno. In caso d’urgenza la convocazione potrà essere fatta mediante invio di telegramma o di telefax inoltrato almeno due giorni prima della data prevista per la riunione.
  4. Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri d’ordinaria e di straordinaria amministrazione inerenti la gestione dell’Associazione, ad eccezione di quelli che la legge o lo Statuto riservano all’Assemblea. In particolare: provvede alla stesura del progetto del bilancio consuntivo e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea; determina le quote associative e stabilisce le modalità per il reperimento dei fondi necessari per le spese ordinarie e straordinarie di gestione; delibera sull’ammissione di nuovi soci; può compilare un regolamento per disciplinare e organizzare l’attività dell’Associazione, che dovrà essere sottoposto all’Assemblea per l’approvazione.
  5. Il Tesoriere è delegato ad espletare tutti gli atti relativi alla contabilità ordinaria dell’Associazione.


Art. 10 - Presidente

  1. ll Presidente ha la legale rappresentanza di fronte ai terzi e in giudizio, dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio Direttivo ed adempie a tutte le funzioni demandategli dalla legge, dallo Statuto e da eventuali specifiche deleghe del Consiglio Direttivo.
  2. Con il parere favorevole del Vicepresidente il Presidente può, nei casi d’urgenza, assumere le decisioni di competenza del Consiglio Direttivo, salva la ratifica da parte di quest’ultimo nella prima successiva riunione.
  3. Il Presidente può delegare il Vicepresidente per il compimento di singoli atti. In caso d’impedimento o di cessazione della carica del Presidente il Vicepresidente esercita temporaneamente le funzioni di Presidente


Art. 11 - Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori è nominato dall’Assemblea qualora la stessa lo ritenga necessario. E’ composto di tre membri, con idonea capacità professionale, anche non associati, che rimangono in carica tre anni e la cui funzione è controllare la correttezza della gestione in relazione alle norme di legge e di Statuto, predisponendo una relazione annuale in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo.


Art. 12 - Bilancio

  1. L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 30 luglio il Consiglio Direttivo sottopone all’Assemblea il bilancio consuntivo relativo all’anno precedente.
  2. Il progetto del bilancio consuntivo, redatto dal Consiglio Direttivo, deve essere depositato presso la sede sociale almeno quindici giorni prima dell’assemblea convocata per la sua approvazione e deve rimanere a disposizione degli associati.
  3. Gli eventuali utili o gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività di cui all’art. 2.
  4. Gli utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale non verranno distribuiti, neanche in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano imposte dalla legge.


Art. 13 - Scioglimento

  1. L’Associazione si estingue su conforme deliberazione assembleare:
    • quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;
    • per le cause di cui all’art. 27 c.c.
  2. L’assemblea che delibera lo scioglimento nomina un liquidatore.
  3. In caso di scioglimento dell’Associazione, per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto ad altra associazione con fini analoghi a quelli indicati nell’art. 2 dello Statuto, o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, co. 190 della legge 23.12.1996, n. 662.


Art. 14 - Norma finale

  1. Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle norme del codice civile e alle leggi in materia.
  2. Il primo Consiglio Direttivo è eletto dagli associati entro 30 giorni dalla costituzione dell’Associazione.