Trent’anni dopo il 1989. Interrogativi sulla democrazia tra Stati nazionali e Unione europea.

(14-15 giugno 2019)

 

Aula Chiostro, Dipartimento di studi aziendali e giuridici

Plesso San Francesco, Piazza San Francesco 7, Siena

 

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Il workshop intende affrontare i principali nodi problematici della democrazia in Europa, a trent’anni di distanza dal 1989, in un momento storico in cui i benefici della democrazia sono messi sempre più in discussione dalla nascita, in seno alla stessa Unione europea, di regimi non democratici e dal crescente successo elettorale di movimenti politici che si richiamano a esperienza non democratiche. In particolare, nell’ambito della democrazia costituzionale, costruita intorno ai due circuiti della sovranità popolare e del rule of lawcostituzionale, sembra in grande difficoltà il circuito della decisione politica, nel quale la partecipazione all’adozione delle decisioni era stata risolta attraverso il principio della rappresentanza politica. Ciò è evidente dal livello di sfiducia nei partiti e dal tasso di partecipazione al voto, soprattutto dei giovani. Sembra che un numero crescente di cittadini ritenga inutili le elezioni, i partiti, la politica, in un’epoca in cui le decisioni che incidono sulla vita concreta delle persone avvengono a livello globale e sono in gran parte nelle mani del mondo dell’economia e della finanza. È in questo contesto che emergono i fenomeni populisti, ovvero movimenti che sostengono di voler “ridare lo scettro al principe”, affermando di parlare in nome del popolo, come se il popolo fosse uno e avesse una volontà: da qui la negazione della mediazione e del compromesso, che sono al cuore della democrazia rappresentativa, e la richiesta che il popolo si esprima direttamente (preferibilmente con un sì o un no).

Una riflessione sulla realtà di questa situazione, sulle sue cause e sulle possibili risposte sembra opportuna e attuale. Si intende, a tal fine, organizzare un workshop in cui esperti della materia e giovani studiosi si confrontino, alla luce del diritto costituzionale e del diritto europeo, ma prendendo altresì in considerazione altri punti di vista, come quello della scienza politica e della sociologia.

Il workshop sarà articolato in tre panel, che ospiteranno le relazioni di esperti provenienti da università italiane e straniere e nell’ambito dei quali si invitano giovani studiosi a presentare comunicazioni, sulla base delle linee tematiche indicate qui di seguito. In tutti e tre i panel saranno apprezzate anche proposte finalizzate ad analizzare il substrato che costituisce il necessario humus della democrazia (rappresentativa, partecipativa, costituzionale): ovvero il substrato sociale, che può essere definito in termini di “capitale sociale”, “cultura del dialogo”, “virtù civiche”, all’origine di quello che Norberto Bobbio chiamava lo “spirito democratico”.

Il workshop si svolge nell’ambito del modulo Jean Monnet EUCOLAW – The Europeanization of Constitutional Law. The Impact of EU Law on national sources of law, form of government, rights and freedoms (coordinatrice prof.ssa Tania Groppi).

 

The workshop deals with the main difficulties related to democracy in Europe, thirty years after 1989. We are at an historic turning point, in which the benefits of democracy are increasingly questioned by the birth, inside the European Union itself, of non-democratic regimes and by the growing electoral success of political movements relying on non-democratic experiences. Within the constitutional democracy, which is built around the two pillars of the popular sovereignty and the constitutional rule of law, the political decision circuit is especially under pressures: a system in which the participation to the adoption of decisions had been settled through the political representation principle. This is pretty evident from the growing level of distrust in political parties and from the decreasing participation rate in vote, especially among young people. It seems that an increasing number of citizens considers elections, parties and politics useless, in a time in which the decisions affecting people’s real life are more and more taken at a global level and they are mostly in the hands of economics and finance. This is the context in which populist phenomena arise, namely movements stating that they want to “give back the sceptre to the prince”, claiming to talk in the name of the people, like this last was one and it had a single will: from there, the denial of mediation and compromise, which are at the heart of representative democracy and the demand for the people to express in a direct way (preferably with a yes or no).

A reflection on the reality of that situation, on its causes and on its possible answers seems appropriate and topical. For that reason, the aim is to organise a workshop in which experts and young researchers can discuss about the topic, in the light of constitutional and European law, by also taking into consideration other points of view, such as the political science and the sociology ones.

The workshop will be divided in three panels, focused on the reports of experts coming from Italian and European universities and within which young scholars are invited to present papers following the guidelines set out below. Proposal aiming to analyse the substrate constituting the necessary humus of democracy (representative, participative, constitutional) are also welcome in all the panels, namely proposals concerning the social substrate, definable in terms of “social capital”, “culture of dialogue”, “civic virtues”, at the origins of what Norberto Bobbio used to call “democratic spirit”.

The workshop is held within the Jean Monnet module EUCOLAW – The Europeanization of Constitutional Law. The Impact of EU Law on national sources of law, form of government, rights and freedoms (coordinator Prof. Tania Groppi)

 

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